Offerta Sconto Prodotti tipici alimentari

Ricette: Minestrone col pesto

Ingredienti

300 grammi di fagioli in grana

1 cavolo

4 pomodori

2 zucchini oppure un pezzetto di zucca gialla

funghi secchi

4 cl di Olio ExtraVergine di Oliva Opera Magé

sale

200 grammi di pasta o riso

4 cucchiai di pesto fresco genovese

parmigiano

Come si prepara

Metti sul fuoco una pentola capiente con acqua e sale e, quando l’acqua bolle, aggiungi i fagioli sgranati, il cavolo a pezzetti, i pomodori preventivamente sbucciati e tritati, la zucca o gli zucchini a pezzetti ed infine i funghi secchi che avrai prima fatto rinvenire in acqua tiepida.

Aggiungi quindi l’olio extravergine di oliva e fai cuocere il tutto per un’ora e mezza circa. A questo punto puoi buttare la pasta. Appena questa sarà cotta, aggiungi il pesto fresco genovese e servi con parmigiano grattuggiato.

Torna, per il quarto anno consecutivo, l’atteso appuntamento con il Salone Regionale dedicato alle eccellenze agroalimentari liguri: il Salone dell’Agroalimentare Ligure. La manifestazione si svolge, come da tradizione ormai, a Finale Ligure (SAVONA), presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina, nel borgo medievale, uno dei fiori all’occhiello del Club dei Borghi più Belli d’Italia.

La manifestazione è promossa dalla Regione Liguria ed Unioncamere Liguria, Provincia di Savona, Camera di Commercio di Savona, Comune di Finale Ligure e Comunità Montana Pollupice, in collaborazione con Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e Confagricoltura.

Le aziende invitate a partecipare all’evento hanno a disposizione un ampio spazio espositivo suddiviso tra l’Auditorium, l’Oratorio de’ Disciplinanti e gli splendidi chiostri quattrocenteschi di Santa Caterina, nel quale si potranno degustare ed acquistare tutti i prodotti agroalimentari tipici esposti.

Tra le produzioni presenti possiamo citare: il pesto, la focaccia di Recco, la focaccia classica genovese, la panissa, la farinata, l’olio extravergine d’oliva, i cicciarelli di Noli, i formaggi, i dolci, lo zafferano di Campiglia, il chinotto di Savona, l’aglio di Vessalico, i fagioli di Badalucco, le creme liguri (pesto, patè di olive, crema di carciofi…), le castagne, il miele, il Pigato, il Vermentino, il Rossese, lo Sciacchetrà, la birra artigianale, i liquori biologici, i distillati ed altro ancora.

Dal 14 al 16 Marzo 2008, il Salone dell’Agroalimentare a Finale Ligure. Non mancare.

Slow Food
VAL NERVIA E OTTO LUOGHI & SANREMO
Organizzano un:
MASTER of FOOD sull’ Olio extravergine di oliva
Cultivar, produzioni e varietà
31 marzo – 7 e 14 aprile 2008 ore 20,30

presso il Ristorante “ 3 SCALINI
Piazza Sardi, 2 Sanremo

Il corso si svolgerà in tre lezioni

  1. la storia dell’olio d’oliva, classificazione e fattori qualitativi
  2. elementi biologici e nutrizionali dell’olio d’oliva e fattori qualitativi
  3. la produzione regionale italiana e l’utilizzo dell’olio d’oliva in cucina

Olio extravergine di olivaDEGUSTAZIONI DI OLI DI NUMEROSE VARIETA’ REGIONALI
Dispensa del corso: Extravergine. Manuale per conoscere l’olio di oliva (Slow Food Editore, Bra)

Per tutte le informazioni relative ai costi e alle modalità di iscrizione al corso puoi rivolgerti a Luciano BARBIERI cell 338.2882040 fisso 0184.996162
lucienbarbieri@fastwebnet.it

MASTER of FOOD il gusto di saperne di più
Birra, Caffè, Carne, Cereali (pane, pasta, riso), Distillati e alcolati, Dolci (cioccolato, miele e confetture), Formaggio 1° e 2° livello, Funghi e tartufi, Olio, Ortofrutta, Pesce, Salumi, Spezie (aromi, aceto), Storia e cultura della gastronomia, Tè, Tecniche di cucina, Vino 1° e 2° livello, Vino e territorio, World food 1° e 2° livello

La Panissa

La Panissa, anche conosciuta come Paniccia, è un piatto tipico della nostra cucina e della tradizione ligure.

Puoi servirla come piatto unico, un po’ come faresti con la classica polenta, oppure come contorno ad un secondo piatto. Noi, oggi, te la proponiamo in questa semplice versione da aperitivo, perché no? Magari per il tuo aperitivo di Natale.

La Panissa

Ingredienti

Come si prepara

Metti l’acqua in una pentola piuttosto capiente e aggiungi il sale. Non appena l’acqua sarà diventata tiepida leva la pentola dal fuoco e getta a pioggia la farina di ceci, continuando a mescolare con un mestolo o una frusta, fino a che non sarà ben stemperata.

Rimetti la pentola sul fuoco e lascia cuocere, a fuoco basso, per circa un’ora, sempre mescolando ed amalgamando per bene il composto. Quando la panizza sarà cotta, versala in scodelle rotonde e basse e servila dopo averla condita con olio extravergine di oliva, succo di limone e pepe.

Se non hai a disposizione delle scodelle adatte, vanno benissimo i piatti fondi.

E se avanza? La panissa è buonissima anche tagliata a fettine e fritta. Per friggere, però, ricordati di utilizzare un olio adatto a sopportare le alte temperature, come l’olio di arachidi.

Se invece vuoi andare sul sicuro e rendere ancora più gustosa la tua ricetta, utilizza un buon olio di oliva.

Come già annunciato più volte sul nostro blog, Sabato 1 dicembre siamo stati ospiti al Maisazi Day per parlare di olio extravergine di oliva e più in particolare di come poterlo degustare nella maniera più corretta.

Siamo arrivati ad Alonte intorno alle 10.00, i preparativi per l’evento erano in pieno fermento: Francesco e Mariangela di maisazi.com erano indaffaratissimi a supervisionare che tutto procedesse per il meglio e che tutti gli ospiti fossero a loro agio, noi di Opera Magé e Laura del Frantoio Turri abbiamo cominciato ad allestire il banchetto messo a disposizione per la nostra relazione, piacevolmente aiutati da Daniela (Sems.it) impegnata a cospargere di scaglie di cioccolato un’intera teglia di polenta. ;-) (Sarebbe servita più avanti per comprendere come un buon olio extravergine possa esaltare i gusti dei cibi e renderli ancora più delicati.)

Dopo pochi minuti sono cominciati ad arrivare tutti gli amici invitati da Maisazi, e la prima parte del Maisazi Day ha avuto inizio. Per chiunque lo volesse, abbiamo messo a disposizione uno spezzone del video girato durante il nostro intervento.

Finalmente è Natale! Come ogni anno, in questo periodo, il forno di Opera Magé è in fermento per la preparazione dei classici panettoni artigianali, prodotti e confezionati a mano, come si faceva una volta, nel pieno rispetto della tradizione.

Pandolce GenoveseGermano, il nostro chef e artigiano pasticciere, seleziona personalmente tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione dei classici dolci natalizi. Sono tutti ingredienti naturali e rispettosi della tradizione, senza aggiunta di conservanti e/o coloranti: farina, miele, vanillina, burro, tuorli d’uovo, lievito in polvere, noci, uvetta, arance candite, pinoli, latte, fichi secchi e zucchero. Il lievito madre, a bassa fermentazione, e il lento processo di raffreddamento garantiscono la freschezza e la fragranza dei nostri panettoni. Quest’anno vi proponiamo tre panettoni tipici della tradizione:

Potete acquistare i panettoni artigianali di Opera Magé presso tutti i nostri punti vendita di Sanremo, Arma di Taggia, Lavagna, oppure acquistarli sul nostro negozio online di vendita di prodotti tipici, dove potrete trovare anche altri prodotti tipici della tradizione ligure: olio extravergine di oliva taggiasca, pesto, paté di olive, miele della Valle Argentina ecc. ecc.

Torniamo a parlare, con questo secondo articolo, del Festival dei Sapori, del quale abbiamo già accennato nel post Il Festival dei Sapori a Sanremo e che ora approfondiremo qui.

Come già scritto precedentemente, appunto, torna l’appuntamento con la buona cucina e le specialità del Festival dei Sapori, manifestazione enogastronomica organizzata da Slow Food, patrocinata dal Comune di Sanremo e dalla Provincia di Imperia.

Visto il grande successo delle due passate edizioni quest’anno il Festival raddoppia.
L’evento infatti si terrà al Palafiori sia l’ultimo fine settimana di novembre che il primo di dicembre. Due occasioni per intraprendere un viaggio nel gusto e nel sapore.

Come sempre, infatti, i protagonisti della rassegna saranno i migliori prodotti enogastronomici liguri e piemontesi. Numerose le specialità di altissima qualità che i visitatori potranno acquistare e gustare negli stand allestiti all’interno del Palafiori, tra cui salumi, grappa al miele, tartufi, i nostrani canestrelli di Taggia, vanto dei prodotti da forno Opera Magé, l’olio extravergine di oliva taggiasca, birre a fermentazione particolare, numerosi vini, e tanti altri prodotti tipici.

Un occhio particolare sarà riservato alle magnifiche specialità della nostra provincia che saranno esposte e vendute sia grazie alla presenza delle aziende che delle comunità montane. L’obiettivo di questa manifestazione è quello di far conoscere l’identità di una regione attraverso un viaggio nel gusto, nei sapori della tradizione, nelle caratteristiche uniche di ogni singolo territorio, alla scoperta delle tradizioni e nella storia di un popolo.

Ogni giorno saranno organizzate degustazioni di vini, salumi, formaggi, carni, oli, dolci. Prodotti scelti e certificati secondo i principi che da sempre animano Slow Food, ovvero biologicità, territorialità, biodiversità, senza dimenticare gli stretti legami alle tradizioni ed alla storia della terra di origine.

Lo Staff ringrazia Sara Barbieri, autrice dell’articolo.

L’oliva taggiasca e l’olio extravergine dop taggiascoNell’ambito della settima edizione di OliOliva il Comune di Taggia, patria dell’oliva taggiasca, dedica un convegno al suo frutto più famoso.
Sicuramente un bel modo di esemplificare la storicità fra il comune di Taggia  e la tipica oliva che dalla città prende il nome.
Il titolo del convegno “L’oro di Taggia” vuole accentrare l’attenzione sul frutto della Taggiasca ed i suoi derivati, dunque un titolo idoneo ad una priorità cardine, quella di legare e collegare il termine taggiasca con il suo territorio e con le sue origini che appunto da Taggia presero vita.

Per molti secoli il frutto dei nostri ulivi ha simboleggiato rara merce di scambio e prezioso alimento della nostra tavola. L’oro di Taggia racchiude con forza il senso del nostro passato e del nostro presente, in un contesto economico e storico che è oggi patrimonio di una eredità che dobbiamo imparare a sentire più nostra ed identitaria” (Prof. Giorgio Revelli).

Il logo del convegno: oliva stilizzata in campo perlato con stemma della città di Taggia è ornata con tre flutti. I contorni che stilizzano il frutto dell’oliva contengono una miriade di gocce d’oro che riprendono non solo l’importanza del prezioso frutto, ma anche la configurazione elettronica dell’Oro.
Ogni goccia appunto rappresenta un elettrone del materiale pregiato per eccellenza.
I tre flutti simboleggiano i tre momenti storici della cultura della stessa oliva Taggiasca.
Al convegno scopriremo dunque il perché  l’oliva si chiama Taggiasca, e perché i benedettini sono non gli artefici, ma i coautori di quella che oggi si chiama per l’appunto oliva Taggiasca, una delle cultivar più famose al mondo.

PROGRAMMA:

Ore 10.00     saluto delle autorità

Ore 10.30

· Prof. Giorgio Revelli, presidente Centro Culturale Tabiese
Linee guida per l’interpretazione storico-economica della Taggiasca

· Prof. Primo Proietti, Facoltà di Agraria – Università degli Studi di Perugia
La valorizzazione dell’olio extra vergine di Taggiasca

· Dott. Marcello Scoccia, Capo Panel Camera di Commercio di Imperia e ONAOO
Il profilo sensoriale della Taggiasca, analisi di una Cultivar versatile a confronto con le altre produzioni del Mediterraneo

· Dott. Francesco Bruzzo, presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure
Olio Monocultivar Taggiasca purché sia D.O.P.

Fonte: Riviera24.it

La farinata all’onegliese

La farinata è un piatto tipico della tradizione e della cucina ligure, la miscela di farina di ceci, acqua e olio extravergine di oliva danno origine ad un prodotto povero, ma al tempo stesso nutriente.

Una teglia di rame stagnato è ideale per la farinataIdeale sarebbe avere a disposizione il forno a legna ed una teglia di rame stagnato, come quelle che usiamo nei forni dei nostri punti vendita tutti i giorni, ma a casa può andare bene una semplice teglia di ferro o alluminio.

La farina di ceci ha bisogno di essere ammorbidita prima della lavorazione, ti consigliamo quindi di passarla al setaccio, per ridurre la presenza di eventuali grumi, salarla e di lasciarla in ammollo in acqua per alcune ore.

Ingredienti:

Come si prepara

Prendi un recipiente capiente, in Liguria lo chiamiamo terrina, e mescola lentamente la farina di ceci con dell’acqua tiepida. Fai attenzione ad evitare i grumi che potrebbero formarsi, aggiungi sale e pepe e lascia riposare il composto per 2/4 ore.

Aggiungi quindi 3 cucchiai di olio extravergine di oliva Opera Magé alla miscela di ceci e mescola delicatamente, in modo da far amalgamare bene gli ingredienti.

A questo punto prendi la famosa teglia di rame per la farinata e ungila con l’olio rimanente, falla scaldare sul fuoco e non appena l’olio sarà caldo, soffriggi le cipolline tagliate a pezzetti lasciandole dorare appena.

La farinataTogli la teglia dal fuoco e versa il composto di farina e acqua in modo da ottenere che il liquido raggiunga uno spessore di circa mezzo centimetro, fai cuocere per circa 20 minuti nel forno molto caldo e abbi l’accortezza di ruotare di tanto in tanto la teglia, ottenendo così una cottura uniforme e una crosticina di colore bruno in superficie.

Tagliala a tocchi e servila molto calda, magari accompagnandola con le piccole olive taggiasche di Opera Magé.

Il Festival dei Sapori a Sanremo

Dopo le prime due edizioni, più sperimentali, del “Festival dei Sapori” di Sanremo, gli organizzatori hanno deciso di fare le cose in grande e di invitare, per questo terzo appuntamento, decine di espositori e produttori di prodotti tipici provenienti dal Piemonte e dalla Liguria.

La rassegna si svolgerà in due weekend successivi, dal 30 novembre al 2 dicembre (ma noi saremo al Maisazi Day) e dal 7 al 9 dicembre e ospiterà, presso il nuovo Palafiori, più di 80 espositori che presenteranno prelibatezze della cucina tradizionale: tartufi d’Alba, pasta di meliga monregalese, formaggi tipici come il castelmagno o il classico gorgonzola, le acciughe sotto sale di Cherasco, la focaccia classica genovese, i canestrelli, il pesto fresco, l’olio extravergine d’oliva monocultivar taggiasca, le famose e nostrane olive taggiasche.

E ancora, vini di grande pregio come la bonarda piemontese, il dolcetto, il Moscato d’Asti DOC e altri prodotti tipici come i fagioli cuneesi, la nocciola piemontese, le mela ranetta di Torriana.

Insomma chi più ne ha più ne metta per questi due weekend all’insenga del gusto e della tradizione gastronomica.

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